VENIVAMO DAL MARE

di Lucia Sardo
con Gioacchino Cappelli, Lucia Sardo
e Sibilla Zuccarello
costumi Rosy Bellomia
musiche originali Sibilla Zuccarello e Gioacchino Cappelli
regia Lucia Sardo

È consigliata la prenotazione al 388 811.06.18 (chiamando ovvero mandando sms o messaggio whatsapp) oppure tramite email all’indirizzo info@clandegliattori.it, indicando il nome, il giorno e l’orario per il quale si intende prenotare il posto

“Sta vistina è bella. L’ hanno fatta in America, per me, puntu pi puntu. Sono cento centrini…il filo è lungo come l’ oceano. Posso dire ca a me vistina è lunga dalla Sicilia fino alla Merica”.
Chi parla è Rosa, la sposa bambina di Gangi. Ha tredici anni quando riceve un pacco dall’America. Dentro, un abito da sposa per  lei: a spedirlo è stato Piter Lanzafame, u figghiu di Peppi ucca e saccu. Rosa sa che presto indosserà quel vestito e, come un agnello sacrificale, celebrato il matrimonio, salirà  sulla nave per raggiungere un marito sconosciuto e compiere un sacrificio altrettanto sconosciuto.
Su quella nave, partita dal porto di Palermo verso il Nuovo Continente alla fine degli anni trenta,  c’ è anche Maria, la sedicenne diventata muta dopo lo stupro;  c’è Jolanda che fugge dal padre e dal marito entrambi mafiosi non ricorda chi dei due le ha segnato per sempre il viso con una cicatrice. C’è Gina, l’orfana cresciuta nel convento di S. Chiara e Giulia,  l’ aristocratica taorminese che i genitori imbarcano perché non tentasse di nuovo il suicido. Nella nave vive Annaluna la loro guida e madre, la donna che cura le figlie e le sorelle. Un personaggio che  si incontra spesso nel cammino  di una donna. Annaluna con la complicità del faccendiere Giovanni capra  dalla nave non è mai scesa. E’ la sua rivincita da quando, incinta dello zio prete di cui è stata l’ amante, viene imbarcata dallo stesso che la sposa per procura…
Nello spettacolo si indaga su una pagina poco esplorata della storia della donne…storie  di donne sopraffatte, spesso oggetto di violenza da parte di uomini e di famiglie disperate, storie che  ci appartengono da sempre, storie antiche di assoluta attualità.

 

 

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